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Visita al convento delle clarisse di Latina

"Per gli altri, ma da sole"

"Nella società civile della clausura c'è un'immagine
fin troppo influenzata dalla letteratura. Infatti..."


Luogo misterioso ed impenetrabile, custode di chissà quali segreti. Così si immagina un monastero di suore di clausura. In realtà è luogo di lavoro, preghiera e raccoglimento. Nei secoli passati il monastero di clausura ha avuto delle funzionalità diverse e particolareggiate in senso negativo : luogo di reclusione per quelle figlie che non accettavano il matrimonio imposto loro dai genitori o per non avere un'altra persona con cui dividere l'eredità familiare ; luogo ultimo in cui le donne nobili e ricche rimaste vedove terminavano la loro vita terrena. Purtroppo la storia dell'umanità è ricca di tanti stravolgimenti di buoni ideali, ma alla lunga le buone intenzioni vivono sempre ed oggi per fortuna la realtà è ben diversa. La crisi vocazionale, registrata alcuni anni fa, in questo periodo è poco sentita. Si parla quasi di una ripresa delle vocazioni e, per rimanere in campo femminile, sono in ripresa proprio le vocazioni alla vita di clausura, tanto che molte suore di vita attiva chiedono di passare alla vita monacale. Anche la nostra città non è estranea a questo fenomeno, sebbene siano in pochi a sapere che Latina ospita, nella zona di piazza Moro, un monastero di clausura, dell'ordine delle Clarisse, intitolato a Santa Chiara. Una visita in questo convento è l'ideale per chiarire tanti dubbi su questo particolare stile di vita. Ad attenderci, rigorosamente oltre la grata, troviamo la badessa del monastero suor Maria Agnese.
Madre, a che vocazione risponde una monaca di clausura? "Prima di tutto alla chiamata di Dio, nello specifico alla chiamata che porta alla vita contemplativa. Una via difficile: le difficoltà ci sono, ma si va avanti lo stesso. In poche parole la monaca di clausura viene chiamata a vivere in modo più intenso il rapporto con Dio. Per fare un esempio: tutti conoscono l'episodio evangelico di Marta e Maria, noi abbiamo scelto la parte di Maria".
Tanta gente però sostiene che sia meglio fare cose concrete per gli altri piuttosto che stare a pregare, voi che dite? "Questa è una visione completamente distorta della vita cristiana. Occorre ristudiare un po' il Vangelo. La vita di Cristo, che è piena di azioni concrete, è fatta soprattutto di preghiera e di unione con il Padre. Molti cristiani qualche volta dimenticano che si deve pregare prima di agire. Allora entriamo in gioco noi : con le nostre preghiere assicuriamo quella forza nascosta che serve per andare avanti. Cosa ne sarebbe di una nave senza timone ? Noi preghiamo per la Chiesa, Corpo Mistico di Cristo".
Qual è la vostra giornata tipo ? "Alle 5,30 del mattino abbiamo la sveglia. Alle 6,00 la preghiera liturgica, la meditazione e la messa. Alle 8,15 colazione e poi i tempi di lavoro. Alle 12,00 "l'ora sesta". Alle 13,00 il pranzo, quindi un'ora e mezza di tempo personale che possiamo utilizzare per riposare, per studiare, per approfondire o altro. Alle 15,00 abbiamo la preghiera, subito dopo il lavoro. Alle 17,45 i Vespri, alle 19,00 la cena e poi la ricreazione comune, durante la quale si parla di iniziative e si discute, fino alle 20,45, infine c'è la preghiera ed alle 21,00 ci si ritira. Infine alle 24,00 abbiamo la preghiera notturna. I lavori che maggiormente ci impegnano, oltre ai momenti di preghiera che durante la Quaresima o l'Avvento si intensificano, sono il ricamo ed il rammendo degli abiti che la gente ci porta ; inoltre cuciamo anche gli abiti per i frati. A queste attività bisogna aggiungere i momenti di ricevimento di tutte quelle persone che cercano un consiglio per i loro problemi o che vengono a chiedere preghiere. C'è tanta gente che ha bisogno di qualcuno che l'ascolti".
Con tutto quello che offre il mondo, perché una donna dovrebbe venire a rinchiudersi qui? "Ci sono persone che non si accontentano delle cose materiali che il mondo offre loro. Tante donne vogliono realizzarsi vivendo in modo più profondo la loro Fede, il loro Battesimo e scelgono, quindi, la forma particolare della clausura".
Ma ci sono donne che vi hanno contattato per entrare? "Certo. Attualmente siamo al livello di colloqui preliminari, ovvero la prima fase in cui si cerca di verificare la vocazione monacale".
In conclusione... "Vorremmo che non si pensi a noi come a donne che hanno preso qualche delusione, come a zitelle acide insoddisfatte e così via... Noi siamo serene e realizzate. Basta venire al monastero e parlare con noi per rendersi conto della pace in cui viviamo.




...e siamo stati anche ad Albano

"L'Inferno? Lastricato
di buone intenzioni"


"Siamo il cuore del Corpo Mistico della Chiesa..."

Il primo incontro è con una porta automatica. Ed è la prima sorpresa. Aprendo un'ulteriore porticina entriamo in una stanza di circa 5 metri quadrati. "Pace e bene". Una voce, senza apparente fisicità, rompe il silenzio. Il tono dolce e pacato contrasta vistosamente con l'ambiente inquietante e tenebroso e l'unico contatto, che appare possibile, è la classica ruota per lo scambio di oggetti.
Passata la prima agitazione, lecita, visto l'incontro un po' traumatico, la misteriosa voce ci riceve in parlatorio. Il luogo, decisamente più umano, calma il nostro animo e, dopo poca attesa, si apre un'ampia finestra con una grata, oltre la quale due figure umane sono visibili e la voce assume fisicità. "Pace e bene". Ad accoglierci questa volta è la Madre Superiora, del monastero "Immacolata Concezione" di Albano Laziale, suor Maria Concetta. Con lei suor Maria Elisabetta.
Madre, quali sono le attività che svolgete all'interno del monastero? "Inizialmente avevamo numerose attività e laboratori, poi abbiamo deciso di potenziarne due in particolare, quello delle icone su legno e quello delle ostie. Attività di diversa natura riguarda le due cassette di canzoni che abbiamo inciso (Il segreto di Chiara, 1993. Grazie a te Maria, 1997. Edizioni San Paolo, NdR) I profitti che ricaveremo dalle vendite andranno tutti in beneficenza, verranno inviati per una missione in Sierra Leone".
Come fa una donna a prendere una decisione così radicale e perché? "Indubbiamente non è una scelta facile, ma è più semplice di quanto si pensi. E' il punto di arrivo di un cammino di Fede, di un cammino d'amore. Alla fine del percorso interiore, che ciascuno di noi ha compiuto, ti rendi conto della strada che devi prendere e lo fai senza dubbi, perché senti dentro di te una pace, una gioia ed una forza profonda che legittimano ogni giorno la tua scelta. E' una decisione costosa da un punto di vista umano, ma ti ripaga tutti i giorni di gioia e soddisfazioni".
Ritenete che la vostra vocazione sia più profonda o in qualche modo maggiore rispetto a quella delle vostre sorelle di vita attiva? "Si tratta semplicemente di scelte di vita differenti. Noi amiamo vederci come la parte del Corpo Mistico (la Chiesa) dedita al sentimento ed all'amore. In poche parole noi siamo il cuore della Chiesa e le nostre sorelle di vita attiva, nel loro importantissimo compito, svolgono la funzione di braccio, che opera materialmente per gli altri".
Il vostro è particolare e circondato da un mistero che in pochi riescono a spiegarsi; voi cosa pensate? "Nel di ogni persona c'è mistero. Questo perché dietro di esso vi è Dio. E' così per noi, per le nostre sorelle, ma è così anche per l'uomo semplice che non ha fatto questo tipo di scelta".
Quante rinunce siete state costrette ad affrontare e quanto pesano nella vostra vita? "Le rinunce sono sempre necessarie per fare delle scelte. Anche l'uomo comune, quando sceglie la sposa o lo sposo, prende una decisione che comporta delle rinunce. Queste rinunce, però, da qualsiasi parte arrivino, sono sempre in funzione del meglio. Costa fatica rinunciare, ma se lo si fa per scegliere il meglio che c'è per noi, la rinuncia quasi non si avverte. Costa fatica, ma il meno non è mai come il più. Per dire no e fare delle rinunce bisogna avere molta forza interiore, vivendo serenamente la scelta".
Come può, il sì alla vita contemplativa, essere anche un sì per gli altri? "Materialmente, quello che noi riusciamo a guadagnare dai nostri lavori e dalle offerte viene utilizzato in minima parte per il nostro sostentamento, il resto lo doniamo a chi ne ha bisogno. Non siamo eremiti, abbiamo una vita fraterna molto attiva tra noi. Il rapporto con Dio si esprime proprio attraverso il nostro rapporto di vita fraterna. Inoltre, la nostra vita, evidentemente meno distratta della vostra, ci aiuta da fuori a cogliere il profondo delle cose e a capire meglio le situazioni per poi aiutare i fratelli bisognosi".
Secondo lei, quindi, non è una scelta egoistica la vostra? "Assolutamente no. Se lo fosse vorrebbe dire condurre una vita arida sprecando la nostra esistenza. La nostra scelta è oculata, si tratta di cercare la possibilità materiale di aiutare le persone senza essere fisicamente travolte dalla fretta della vita".
Madre, può raccontarci da dove parte il cammino che vi conduce a questo tipo di scelta? "Prendendo come esempio il cammino di suor Maria Elisabetta, troviamo un punto comune in quasi tutte noi, almeno per quanto riguarda il nostro monastero. La base di partenza è una famiglia cattolica entro la quale la ragazza ha già cominciato a compiere un cammino di Fede e come suor Maria Elisabetta, anche noi altre - siamo in 26 nel monastero - pensavamo di andare missionarie, proprio per la spinta che sentiamo sempre verso e per gli altri. La nostra scelta di vita nasce dal sentimento di fare per gli altri, vivendo solo per Lui ed aiutando i fratelli bisognosi. Noi siamo sole, ma per gli altri".



Le sorelle clarisse di Albano cantautrici per Dio

"Canti dal silenzio"

"Vogliamo comunicare con i giovani. Con il loro linguaggio"

"...E' come un inno alla Gioia Divina, che noi vorremmo intonare per suscitare un'eco nel mondo intero e anzitutto nella Chiesa: che la Gioia sia diffusa nei cuori con l'amore di cui essa è il frutto, per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato"(Paolo VI).
Non troviamo parole più appropriate per esprimere uno dei motivi per cui abbiamo iniziato nella nostra fraternità questa nuova avventura: affermare il primato di Dio nella nostra vita e nella vita di ogni uomo per mezzo del canto. Infatti, come nell'umiltà e nel nascondimento Dio ha tessuto lo stupendo piano della nostra salvezza, così nel silenzio e nella semplicità del nostro monastero Dio semina la gioia di vivere per Lui a servizio dell'umanità.
Come mai questi canti a Maria di Nazareth? Tutto è cominciato all'improvviso tre anni fa, nel Centenario della nascita di Santa Chiara d'Assisi. In questa occasione abbiamo composto la prima musicassetta Il segreto di Chiara, nata dal nostro amore per lei. Abbiamo così scoperto, con semplicità e stupore, questo dono tra di noi ed insieme, come fraternità, cerchiamo di custodirlo e di farlo crescere davanti a Dio. I nostri canti scaturiscono dalla preghiera di tutti i giorni.
L'ultima musicassetta, Grazie a te, Maria nasce in particolare dal nostro amore appassionato a Maria di Nazareth, contemplata come Madre, sorella,sposa, compagna del nostro cammino verso Gesù Cristo.
Con il canto desideriamo raggiungere il cuore degli uomini di oggi e comunicare con i giovani attraverso il loro stesso linguaggio. Vorremmo proprio che conoscessero la Madre di Gesù come Colei che li custodisce e li accompagna nella vita. Ascoltando queste semplici melodie forse potranno scoprire di più la bellezza di questa Donna che con il suo ha radicalmente cambiato la sorte dell'umanità. Lei ci ha indicato la via, non facile, ma certamente possibile, per vivere con radicalità il Vangelo.
Realizzare queste musicassette per noi ha significato anche crescere sempre di più come fraternità. Sono canti che esprimono la sensibilità della comunità. Abbiamo cercato di fare sintesi tra una musicalità giovanile, che non scarta certamente una linea melodica, tradizionale nella preghiera contemplativa.
Sono melodie che possono cantare tutti, giovani e meno giovani. Si è cercato di comunicare la vivacità del canto, ma senza affanno, la pace di una preghiera che non è priva di lotta, ma che lascia la gioia di avere incontrato Dio.
Tanti si stupiscono e rimangono sorpresi quando scoprono che anche la vita claustrale puo' proporre delle iniziative attuali per il nostro tempo. Questa meraviglia nasce molto spesso da una mancata conoscenza della vita contemplativa. A volte la si percepisce come una realtà statica, mentre porta in sé la vitalità di una fedeltà dinamica che ci rende attente ai segni dei tempi.
A contatto con Dio si scopre la vera libertà del cuore che non ha pregiudizi nel guardare i fratelli e, nella semplicità, propone e dona tutto quello che ha, gratuitamente, perché gratuitamente ha ricevuto. E' così che possiamo mettere i nostri doni e le nostre capacità a servizio degli altri, con l'unica ricompensa di trasmettere la stessa gioia che Dio dona al nostro cuore.
In un incontro con noi, Sorelle Clarisse di Albano, Giovanni Paolo II, a nome della Chiesa, ci ha ribadito: "La vostra vocazione è l'Amore, non un amore che imprigiona nelle strette mura della clausura, ma che allarga il cuore sino ai confini del mondo". Quindi un amore missionario! E' in questa prospettiva che i proventi della musicassetta Grazie a Te, Maria saranno devoluti a beneficio della Missione Africa che la Diocesi di Albano sta realizzando a favore dei fratelli e sorelle di Makeni, in Sierra Leone. E' stata una scelta comunitaria che ha rinsaldato la nostra coscienza missionaria, di essere povere con i poveri, nella misura in cui la nostra vocazione ce lo permette. Siamo certe che, anche attraverso questo modesto contributo, potremo esprimere concretamente l'amore che abbiamo nel cuore per i fratelli più bisognosi.
Come figlie di Chiara e Francesco d'Assisi, non possiamo non fare riferimenti a loro. Si legge infatti nelle Fonti Francescane che, quando Francesco sentiva nel cuore ardere l'Amore di Dio, esprimeva questo suo sentimento cantando.
Le testimonianze degli antichi biografi ci danno spesso l'immagine di un uomo in cui musica e amore si fondono insieme. E' proprio sulle orme del "Giullare di Dio" che anche noi cerchiamo di camminare esprimendo la gioia di un cuore innamorato di Dio, della vita, dell'umanità e della creazione.
Siamo certe che annunciare la Gioia Evangelica cantando, puo' diventare una provocazione contagiosa per chi cerca nella verità ciò che davvero conta nella vita.
Dobbiamo restituire i talenti che Dio stesso ci dona, rispondendoGli come Maria con immediatezza: "Eccoci, Signore! Si compia in noi la Tua Volontà". Per questo siamo nate e, l'averti conosciuto vale più di ogni altra cosa. Tu solo sei il segreto della vera felicità, di quella "Gioia Divina" che trasforma l'esistenza in una primavera in cui sboccia continuamente la vita.
Tanti, lungo i secoli, hanno scritto, narrato e cantato Maria di Nazareth! A questi abbiamo voluto unire anche le nostre voci, cercando di esprimere col canto un grazie a Colei che con il suo Si, libero e gioioso, è divenuta il "luogo in cui si è realizzata la salvezza".
Invitiamo ogni fratello e sorella a pregare e a cantare con noi: Grazie a te, Maria, che intatta nella tua bellezza originale sei totalmente di Dio e totalmente dell'uomo. Tu accogli il Verbo di Dio, rimanendo aperta alle necessità dell'umanità assetata di verità, di pace e di speranza!


 
APPROFONDIMENTO La clausura tra storia, letteratura e luoghi comuni
VIDEO La lavorazione delle icone
AUDIO La clarisse di Albano, cantautrici per Dio
AUDIO "Il segreto di Chiara". Un'altra esecuzione rigorosamente "dal vivo"