Raccolta dei rifiuti. Il Wwf di Latina torna alla carica. Una tavola rotonda

Termocombustione o cosa?

Idee a confronto. Dal riciclo e compostaggio alla raccolta differenziata


Gli attivisti del WWF, sezione di Latina, tornano alla carica ripronendo il tema della raccolta dei rifiuti. Lo fanno con una tavola rotonda organizzata per il 28 marzo, alle ore 10, presso l’Auditorium del Liceo Scientifico G.B. Grassi di Latina dal titolo Termocombustione o altra soluzione?. Folta la schiera degli invitati, l’assessore regionale all’Ambiente Giovanni Hermanin, gli assessori all’ambiente della Provincia e del comune di Latina Giuseppe Simeone e Vincenzo Rondoni, rappresentati anche altri comuni insieme ai rappresentanti delle varie realtà imprenditoriali operanti nel settore dello smaltimento dei rifiuti. A dimostrazione di quanto è considerata importante la realtà della Provincia di Latina il WWF ha mobilitato i suoi vertici nazionali per l’organizzazione di questo incontro tanto che a presiederlo è chiamato Domenico Gaudioso, consigliere nazionale dell’associazione, mentre le relazioni introduttive sono a cura dell’Osservatorio Rifiuti del WWF, i quali si sono affidati per il coordinamento dei lavori al giornalista pontino Maurizio Bernardi. Noi ambientalisti del WWF continuiamo a ribadire la nostra contrarietà agli attuali metodi proposti da più parti sullo smaltimento dei rifiuti solidi urbani" - spiega, in anteprima per il settimanale La Piazza, Oreste Polito, responsabile della sezione di Latina del WWF - "questi metodi parlano quasi esclusivamente degli inceneritori, esistono altre forme di smaltimento più comnvenienti per tutti. La tavola rotonda che andremo a fare serve proprio a questo: sensibilizzare maggiormente la popolazione su un tema di vitale importanza per la collettività, sia in termini di salute pubblica sia in termini economici". In effetti già lo scorso anno il WWF fece sentire la sua voce, in modo deciso, a proposito della elaborazione del Piano Provinciale per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani da parte dell’Amministrazione provinciale di Latina, ma da allora poco è cambiato. Il nodo cruciale della battaglia ambientalista sta proprio nelle intenzioni, che sempre più aumentano, di utilizzare per lo smaltimento dei rifiuti gli inceneritori con recupero d’energia, quelli che tutti chiamano, per renderli un po’ affascinanti, termocombustori o termovalorizzatori. Il WWF va oltre le discussioni, in apparenza solamente tecniche, per proporre un approccio culturale al problema dei rifiuti. Il nostro NO all’inceneritore non è frutto di una posizione ideologica o preconcetta, ma solo il risultato di rigorose analisi scientifiche" - continua Oreste Polito il problema dello smaltimento non va affrontato con la domanda sbagliata: Come disfarsi dei rifiuti?, la domanda corretta da porsi è: Come avere meno rifiuti di cui disfarsi? Va da se che pensando così i termini del problema cambiano radicalmente. Noi proponiamo la regola delle 4 R: Ridurre, Riparare, Riutilizzare, Riciclare. E questo è anche un principio raccomandato dalla Comunità Europea".
Il discorso diventa incandescente perché a saltare fuori sono gli aspetti economici legati alle varie modalità di smaltimento, ed il WWF tiene in modo particolare a che non siano nascosti ai cittadini i tanti aspetti legati a questa nuova tecnologia rappresentata dall’incenerimento dei rifiuti. Anche perché tanto nuova non è, considerato che il primo inceneritore fu costruito in Inghilterra già nel 1800. I vantaggi dei termovalorizzatori sono pochi: riducono i volumi dei materiali destinati alla discarica, concentramento delle sostanze tossiche in un materiale più facilmente lavorabile, oggi la tecnologia degli impianti è migliore rispetto a venti anni fa, spiega Aldo Iacomelli, esperto dell’Osservatorio Rifiuti del WWF. Gli svantaggi devono invece far pensare parecchio: l’impianto è decisimante costoso, servono grandi capitali a fronte dei quali si creano pochi posti di lavoro. Inoltre c’è un basso ritorno economico per la comunità che ospita l’inceneritore, soprattutto l’utilizzo di questo sistema non riduce la dipendenza dalle discariche. "La nostra proposta sullo smaltimento dei rifiuti è il loro riciclo e compostaggio, come per le frazioni umide, attraverso una forte raccolta differenziata. Con queste forme si risparmia più energia, da tre a cinque volte, che non usando la combustione. La nostra non è una proposta campata in aria. È bene che la gente sappia che già all’estero ed anche in Italia vi sono città dove la normalità è una alta percentuale di raccolta differenziata. Lo sconcerto è palese quando poi da studi scientifici realizzati dal MIT, negli Stati Uniti, si dimostra che per un milione di tonnellate di rifiuti da smaltire si creano 80 posti di lavoro se vanno all’inceneritore, 600 posti se vanno in discarica e 1600 se avviati a raccolta differenziata per il riuso e compostaggio. Ed in più ci si guadagna in salute. Ma allora perché le maggior parte delle amministrazioni italiane non scelgono questa via?