In libreria Federico Pignatelli presenta Francis Warrain

Sette secoli di Qabalah

Il primo titolo dell'editrice Har Tzion stimola ed incuriosisce

E' un libro che ti scuote e ti sorprende. Non avevi nemmeno l'idea delle cime che la speculazione metafisica ebraica è stata capace di raggiungere. E invece ecco che il francese Francis Warrain provvede ad illuminarti e farti intravedere mondi ed interpretazioni di cui non sospettavi l'esistenza. Insomma: una meravigliosa avventura di 140 e rotte pagine che è pronta ad affascinarti, suaderti, conquistare ogni nervo del tuo pensare.
Questo forse basta per consigliare "La Teodicea della Qabalah" uscito in questi giorni per i tipi della Har Tzion di Mauro Cascio in un'ottima edizione a cura di Federico Pignatelli.
Francis Warrain nasce a Marsiglia il 10 ottobre 1867. Uomo di vasta cultura artistica e scientifica, intraprende fin da giovanissimo l'attività di scultore, rimanendone peraltro insoddisfatto. Carattere inquieto e grande ricercatore, incontra ben presto le opere di Hoéné Wronski, studioso che gli sembra, con Platone e Keplero, il solo pensatore che abbia saputo, attraverso la matematica, intuire i più profondi principi metafisici, fornendo con il suo sistema filosofico una via d'uscita ai problemi nei quali la filosofia di allora si dibatteva sterilmente. Si applica allo studio della metafisica e della matematica. Del 1905 è un saggio di estetica, in parte pubblicato sulla rivista La Voie, il cui contenuto fu in seguito riutilizzato ne L'Armature métaphysique. Da qui ai problemi del simbolismo matematico il passo è breve; pubblica ne La Voie saggi sulle geometrie non euclidee e su quelle a n dimensioni. Dall'insieme di questi studi nasce L'Espace (1907). È a questo punto della sua vita che elabora la sua opera principale, L'Armature métaphysique, la cui stesura richiederà quattro anni di lavoro. Nella metamatematica Warrain sembra trovare le analogie più adeguate e il simbolismo più adatto per ordinare le ricerche, precisare le deduzioni e tradurre le idee metafisiche. A quest'ordine di idee si collegano La Conception Psychologique de la Gamme (1921), La Pensée de Charles Henry (1930), Essai sur l'Harmonices Mundi de Képler (1942). In seguito comincia la pubblicazione della monumentale L'Œuvre philosophique de Hoéné Wronski, in parte inedita. Metafisico e mistico, Francis Warrain consacra la sua vita intellettuale al tentivo di difendere e rendere accessibile al pensiero moderno l'orizzonte dello spirito, il quale solo permette di risolvere correttamente l'antinomia tra Assoluto e relativo. Sulla scia dei pitagorici e dei cabalisti ha insomma definito le condizioni essenziali di una gnosi intermediaria tra fede e ragione che si avvicini alla Verità. Muore il 29 febbraio 1940 a Val-la-Reine.
"La Teodicea della Qabalah" è in vendita nelle principali librerie della penisola a lire 35.000