ParvapoliS ha incontrato il Prefetto Procaccini

"Tifo Napoli. E ne sono orgoglioso"

Un ritratto poco "istituzionale" e molto umano. "Io cambiare mestiere? Se Ferlaino me lo permettesse vorrei fare il presidente della mia squadra". Che non sta attraversando un buon momento

Giuseppe Procaccini Ha un fratello, Eugenio, chirurgo. Sua sorella, Angela, sensibilissima professoressa di lettere e scrittrice competente e profonda. Il padre era un magistrato tutto d'un pezzo. Uomo antico, saggio e colto. Angela gli trasmette serenità. Lui ne coglie sempre, nei suoi discorsi acuti, i lati migliori e le sfumature inverosimili.
Lui è il Prefetto di Latina, 48 anni, preparato colto, bi-lingue, molto simpatico, alla mano, uomo con una cultura raffinata e profondo conoscitore delle sinergie comunitarie. ParvapoliS lo ha incontrato.
Lui ti mette subito a tuo agio, ti siedi ed è come se fossi nella poltrona di casa tua. E' un uomo di sport, ci tiene a precisarlo. Ama il calcio. E' tifoso del Napoli. Lo difende. Sebbene ne sia - in fondo - profondamente deluso. Come potrebbe essere altrimenti?
"Già" - sospira - "il Napoli è predestinato alla retrocessione. Questo Napoli, sia ben chiaro, non quello che ho nel cuore. Perdiamo dappertutto, siamo quasi uno zimbello. Dopo la partita con l'Empoli, quella in cui abbiamo perso per 5-0 mi sono sentito uno straccio". E difatti Galeone ha lasciato. O è stato esonerato. Già il Galeone, chiamato al capezzale r'o ciuccio moribondo non ha saputo tirarlo fuori dalla stalla di una classifica molto pericolosa, per condurlo verso pascoli in erba e ritrovare così la via della salvezza sicura. Il galeone è affondato pure lui nella melma e nella tempesta che si è abbattuta sul ciucciariello.
"Purtroppo la difesa del mio Napoli non è di serie A. Ferlaino, l'azionista di maggioranza, ha sbagliato. Pero' non è tollerabile che il tifoso (o tifosi) napoletani si comportino così in maniera incivile, dando sfogo alle loro intemperanze con eccessi dannosi (vedi i sedili dello stadio incendiati, macchine distrutte, scontri con la polizia...) Così il calcio muor2 e".
"Vedete, il tifoso napoletano ha perduto il gusto alla sofferenza. Senza la sofferenza, la trepidazione, non si ha la dimensione del dolore. Il problema di fondo per loro è che bisogna trovare il capro espiatorio, costi quel che costi. Quindi vedono in Ferlaino il colpevole di tutto. Di solito paga l'allenatore. Ne hanno cambiati tre: Mutti, Mazzone, Galeone. Ora è arrivato Montefusco. Vedremo. Bisogna pure dire che in campo vanno i giocatori. Puo' darsi che siano questi a non essere in grado, quest'anno. Meno male che Calderon è andato via ed in un certo senso i soldi sono tornati nelle casse del Napoli. Tutti dicono che Ferlaino non ammetterebbe mai il suo fallimento, né che abbia intenzione di lasciare. Del resto i tifosi si sono stancati, hanno perso gli entusiasmi e quindi sperano che verranno giorni migliori"
Il presidentissimo Lauro portò a Napoli Gepsson. Fiore portoò Sivori e Altafini. Ferlaino portò Maradona. Chi ha rappresentato il bene e chi il male?
"Sono state epoche diverse. Ognuno ha lasciato la sua impronta. Con Ferlaino abbiamo vinto 2 scudetti, una Coppa Uefa grazie anche a Maradona. Con Sivori e Altafini, la mia epoca, non abbiamo vinto nulla pero' ci siamo divertiti lottando alla pari con i grandi dell'epoca: Milan, Inter, Juventus. Di Lauro ho sentito palare da alcuni miei amici..."
Cambierebbe mestiere? Farebbe a cambio con Ferlaino?
"Subito, se me lo proponesse. Per me sarebbe il non plus ultra".
Anche se andasse in serie B?
"E finiamola con questa storia della serie B, su. E' chiaro, ormai due piedi nella fossa li ha. Ma ricordiamoci che - Juventus e Inter a parte - tutte le squadre di serie A sono retrocesse almeno una volta. Succede".
Ma il calcio le piace solo guardarlo?
"No. Gioco nella squadra della Prefettura. Come punta destra, ginocchio permettendo" Ma ho altri hobby, non di solo calcio e lavoro vive il Prefetto. Moglie permettendo. Ah, ah, ah...questo non scrivetelo, naturalmente"
No, assolutamente. E quali sarebbero questi hobby?
"Sono un grande appassionato di numismatica, soprattutto vado matto per le monete antiche. Colleziono inoltre macchine fotografiche d'epoca. Ne ho una che mi regalò mio padre che risale agli anni '30. Una Kodak del 1963. Ed una cinepresa 8mm. Da giovane mi piaceva realizzare dei cortometraggi. Giravo per Napoli, ne riprendevo i vicoli, le strade, i mali al cuore di una gioventù che si lasciava andare lì con quelle espressioni andate, sbattute, sofferenti. Grottesche, espressioniste. E scuola. E sport. E gite e gare. Risse a tutto zoom. Se chiudo gli occhi mi ricordo ancora di allora. Il ronzio della cinepresa. L'odore delle matite temperate. La mia famiglia".
...la sua famiglia...
"Si. Sono rimasto molto attaccato ai miei. Mi hanno insegnato molte cose della vita. L'importanza della cultura, prima di tutto. Ed il rispetto per gli altri, a tutti i costi ".
Bene. La abbiamo scoperta grande tifoso. Perfino regista. Ma lei è stato anche un importante componente della Comunità europea per la quale ha lavorato ai tempi del Ministro Carli. Cosa pensa riguardo l'Unità Europea?
" I popoli vanno uniti, sulla base di principi comuni. Ci sono sì religioni diverse, lingue diverse. Ma bisogna cercare di andare oltre, di sentirsi sempre e comunque tutti "fratelli". La moneta unica? Certo, è un passo avanti. Ma la strada è bloccata dall'Irlanda del Nord, dalla sua posizione sia verso l'Inghilterra, sia verso il resto d'Europa. Ma questo è un discorso molto lungo che richiederebbe tanto tempo e ci porterebbe chissà dove. L'importante è la tolleranza ed il rispetto nei confronti di ogni forma di diversità Certo, ognuno dovrà conservare il suo spazio, la propria identià e fare sì che non ne sia compromessa la libertà o annebbiata, confusa l'individualità"
...anche quella italiana...
"Certo. Dobbiamo essere orgogliosi di essere italiani. Siamo l'arte. Siamo la cultura. Le scienze. La musica. Il diritto"
Così lo abbiamo scoperto pure patriottico. Garibaldi ne sarebbe fiero. Verrebbe voglia di augurargli la poltrona del Quirinale. Ma, lo sappiamo, quella del suo Napoli gli è molto più gradita.