La cattedrale San Marco è a pezzi. Il Comune è impotente
Caro Costa ti scrivo...
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Gentile Ministro,
le scrivo da cittadino prima ancorache da Sindaco di questa giovane comunità pontina che conta appena sessantasei anni di storia. Rivolgermi direttamente e personalmente a Lei è per me, per la gente che rappresento, una sorta di ultima chance dopo le reiterate sollecitazioni e le richieste d'aiuto già più volte in passato rivolte alle diverse autorità competenti in materia.
Il problema, caro Ministro, è quello della nostra cattedrale, intitolata al patrono della città. Circa quattro anni fa le strutture portanti dell'edificio cominciarono a mostrare i segni del tempo: ci fu un lieve cedimento (la caduta di alcuni frammenti di intonaco) che spinse all'adozione di una precauzionale ordinanza di chiusura al culto della cattedrale.
Poi i primi interventi dei tecnici della Sovrintendenza e la riapertura parziale della chiesa, a tutt'oggi però transennata in maniera vistosa e comunque tale da impedire lo svolgimento regolare di cerimonie religiose quali matrimoni, funerali ed altro.
Il 25 aprile scorso, in occasione della Festa di san Marco, abbiamo dovuto celebrare, insieme alla ricorrenza del nostro patrono, anche quella del quarto anno della parziale inagibilità della nostra cattedrale.
Quella chiesa, signor Ministro, nata con la città di Latina. Nel peràˆ imminente di ripresa dei lavori, ma è necessaria una forte volontà politica per garantire il sollecito completamento dell'opera e comunque la piena disponibilità in tempi brevi della cattedrale anche in previsione dell'oramai vicino Giubileo.
Le sarei davvero grato, signor Ministro, se potesse interessarsi al caso restituendo alla gente di Latina quella prima chiesa cittadina tanto cara a tutti.
Ajmone Finestra