Koss...ahem...Cossiga lancia la sua idea. E tutti dietro

Ma a 'sto punto aridatece Fanfani

La setta neonostalgica fa adepti a quintali. Anche a Latina


Il Sindaco di Latina Ajmone Finestra

Nascita, ascesa, esplosione e conseguente frantumazione di una stella. La parabola berlusconiana - da intendere come processo di movimento ciclico - è di quelle californiane, là dove ogni giorno nascono, ma anche muoiono, oltre mille societ&arave;.La stella Berlusconi è ormai una meteora, il suo tentativo governativo un passaggio obbligatorio per spegnerla definitivamente, la sua vita futura un pensionato accanto alle sue potenti reti televisive. Non avesse avuto oggi quelle, forse avrebbe cambiato la sua dimora sotto qualche ponte del Naviglio.
Ma se la vecchia Balena Bianca, con colui che oggi puo' permettersi di elevarsi a capo, ha deciso la sua morte politica, è più per l'ascesa della sinistra dalemiana nata sulle ceneri del fallimento del Polo che per colpe proprie. E così, dopo aver dovuto aspettare quasi cinquanta anni per riabilitare il fascismo, la nostra italietta impiega pochi spiccioli di anni per richiamare la vecchia Democrazia Cristiana, quasi che tutte le velenose accuse che le si erano addebbitate con rabbia, appartenessero al gioco di qualche facilone, di qualche burlone che voleva divertirsi alla faccia e alle spalle di Berlusconi.
Ed eccoci quindi, a soli cinque anni dalla fine della Prima Repubblica, ritornare alla Prima Repubblica, con Kossiga, pardon Cossiga con la C e non con la K, impegnato, povera anima ingenua e pura così lontano dalle trame ed i veleni di Palazzo, a ridare vita, luce e speranza alla nostra povera Italia, mica quella prosperosa e ricca di qualche anno fa, quella che veniva elogiata e portata ad esempio un po' ovunque per il Mondo, quella che ci veniva invidiata persino da Giapponesi e Germanici. Cossiga, un uomo nuovo (e finalmente!) per lo scenario politico italiano, ha deciso di scendere in campo e di reclamare giustizia per la sua gente. Basta con Berlusconi che pensava di trasformare l'Italia in una Azienda. Basta con il liberismo laico e moderno delle democrazie occidentali. Basta con le bizze di un Bertinotti bolscevico e destabilizzante. Cossiga ha deciso: ci vuole una nuova Dc che sappia proporsi accanto alla nuova Cosa dalemiana, che possa liberarla delle pressioni comuniste di Rifondazione, che sappia riportare ordine, disciplina e soprattutto benessere alla nostra Italia. Grande Kossiga, immenso! E subito a chiamare Mastella, un altro che in tema di lealtà e di coerenza è vero maestro, subito insieme a gettare le basi per questo nuovo disegno, abiurando al volo Berlusconi e tutto il suo fallimentare progetto. E dietro a Mastella Buttiglione, e dietro a Buttiglione De Michelis e dietro a De Michelis ancora altri e altri ancora, perché si sa, che quando il dovere chiama bisogna andare. Mancano ancora nomi come De Mita, Forlani, Fanfani, Scelba, Rumor e De Gasperi. Andreotti ancora no, ma chissà! Ed eccoci qua, in una situazione politica finalmente a noi chiara, vicina alla nostra abitudinaria normalità, perché la Dc è stata per quarantacinque anni la nostra mamma e si sa, di mamma ce n'è una sola! In un quadro di sittanto fulgore, Latina, che in fatto di bianco ha detenuto record nazionali, non poteva mancare. Anche noi possiamo vantare nomi di elevatissimo spessore che, per rispetto della nostra mediocrità, accuratamente eviteremo di nominare. Anche nella nostra città la Balena Bianca ha pensato di riorganizzarsi. Ne sa qualcosa anche il nostro sindaco Finestra che ha dovuto fare più i conti con la voglia di riemergere di questa che con i numeri del suo vasto elettorato.
La speranza è che il buon Ajmone ricordi sempre le sue promesse. Il suo mandato popolare è stato plebiscitario. I suoi voti hanno detto chiaramente che Latina ha scelto lui. Sicuramente che Latina, almeno la gente di Latina, non desidererebbe più tornare indietro. Indietro di dieci anni o giù di lì per intenderci. O sbagliamo?