Viaggio inchiesta tra i commercianti pontini nell'Italia che cambia
In nome dell'Euro
In Prefettura o nell'Università gli Euroscettici e gli Euroentusiasti
"La prima fase parte il primo gennaio 1999, quando si stabilirà la fissazione irrevocabile dei tassi di cambio tra la di un paese e l'euro, il quale non esisterà come banconota, ma come moneta scritturale" spiega Cristiana Macale, docente EURO dell'A.B.I. "l'euro sarà utilizzato come moneta bancaria e unità di conto. Si potranno tenere conti correnti in euro, i negozi potranno esporre i prezzi in euro, così anche le bollette delle utenze domestiche o gli stipendi dei lavoratori. L'uso dell'euro sarà libero da parte di tutti. La seconda fase scatta invece dal gennaio 2002, quando l'euro esisterà come moneta fisica. Le singole valute di ogni nazione spariranno, nei primi sei mesi, poi rimarrà solamente la moneta europea". L'abilità di ogni stato sarà nel programmare al meglio le attività per i tre anni di transizione futuri, e non è semplice, perché i problemi logistici non mancheranno. "Il Governo per abituare i cittadini alla novità monetaria ha creato, a livello locale, i Comitati Provinciali per l'Euro coordinati dalle singole prefetture" spiega Antonio Reppucci, capo di gabinetto della Prefettura di Latina "non è un lavoro semplice e di facile realizzazione, ma a Latina ci siamo già attrezzati allo scopo. Esiste un Comitato Esecutivo, che cura i dettagli operativi, cui spetta l'attuazione delle iniziative più idonee a far comprendere le inevitabili impicazioni che la nuova moneta porta in dote. Abbiamo già avviato una serie d'incontri con le scuole e tutte le realtà produttive della provincia. Di questa problematica dell'euro se ne discuterà anche nel prossimo Comitato Provinciale della Pubblica Amministrazione. Insomma, l'Euro è soprattutto conoscenza". E in effetti è proprio sulla comprensione dei meccanismi alla base della nuova moneta che si scatena la preoccupazione di alcuni titolari di piccoli esercizi commerciali.
"Gli altri capiranno pure come si lavorerà con l'euro, ma a mia zia, la titolare del negozio, sarà veramente difficile fargli comprendere il discorso del cambio per i primi tre anni ed eventualmente dei doppi prezzi. L'età è quella che è!", racconta Antonella G., ragioniera, la quale cura la contabilità del piccolo negozio di merceria della parente. Più tranquilli gli altri, anzi per nulla impressionati.
"Non pensiamo che ci saranno problemi particolari da gennaio del 1999" spiega Lauro S. titolare, con altri soci, di un panificio "spero che questa unione monetaria sia una cosa positiva per tutti noi, proprio come cittadini, e che porti presto i suoi benefici. Non sappiamo dire con esattezza quali, ma di primo istinto siamo fiduciosi. Grandi sconvolgimenti nel nostro modo di lavorare non ce ne saranno. I cartellini dei prezzi, come sono scritti in lire, non ci si mette niente a scriverci più in basso anche la cifra in euro. E che sarà mai?" Ma c'è anche chi è impaziente e non vede l'ora di maneggiare i nuovi pezzi, "spesso ho occasione di viaggiare in Europa per i concerti" spiega Marco D., 44 anni musicista "ho già apprezzato la comodità di viaggiare da un paese all'altro senza fermarsi alla frontiera, l'unico inconveniente è proprio il cambio per fare acquisti nei vari negozi. Ben venga, quindi, una moneta unica". Abbastanza sereno anche Bruno N., titolare di un bar, il quale con semplicità spiega che "non ci saranno problemi, al massimo i primi tempi ci sarà qualche difficoltà per prendere confidenza con le conversioni. Io da titolare posso dire che il vero problema sarà l'arrotondamento delle cifre. Con la scusa di evitare i prezzi con i centesimi, arrotondandoli così alla cifra intera, potrebbe esserci il rischio di un leggero aumento dei prezzi. Penso che più di qualcuno ci proverà". In effetti coloro che guardano con diffidenza alla moneta unica portano come esempio proprio il rischio dell'aumento dei prezzi, con la possibilità conseguente di un aumento dell'inflazione, considerando che gli stipendi di sicuro non subiranno variazioni al rialzo. Altri invece non sanno esprimere un parere. "Io sono abbastanza perplessa su questa novità" dice Loretta R., laureanda in Economia "il fatto è che le informazioni che ci hanno dato fino ad ora non permettono di capire tutti i fattori, positivi o negativi che siano, che ci sono dietro ad una moneta unica". Non la pensano certo così i grandi maghi dei bilanci aziendali i quali si stanno attrezzando per ricavare i maggiori benefici possibili dall'introduzione dell'euro. Con una avvertenza. La Guardia di Finanza ha già elaborato un dettagliato studio che individua i meccanismi attraverso i quali è possibile frodare il fisco. Ma un ultimo mistero avvolge la moneta europea. Qual è il plurale di euro? Euro o euri? . A chiarire questo "dilemma lessicale" è intervenuta l'Accademia della Crusca, la prestigiosa istituzione che studia il corretto utilizzo della lingua italiana. Gli accademici chiariscono che la parola Euro è in linea con la morfologia dell'italiano, terminante cioè con una vocale, per cui dovrà seguire la norma generale valida per i sostantivi maschili. Euri, quindi. Agli amanti di Internet consigliamo il sito del Ministero del Tesoro: http://www.tesoro.it.