Il documento della conferenza programmatica di Norma
Il Diesse e le sue idee
Le infrastrutture, il PALMER, i lavori socialmente utili, l'università, le società no-profit
La crisi dello sviluppo della provincia, indotta dal declino industriale, dall' isolamento infrastrutturale e dalla persistente fragilità dell' apparato produttivo, non ha ancora trovato una risoluzione.
Tutti gli indicatori economici e sociali, lo stesso paesaggio del territorio indicano che è in atto, al nord ed al sud del territorio, un processo di assorbimento nei sistemi periferici delle aree metropolitane di Roma e Napoli.
La provincia corre il rischio concreto di spezzarsi in due con conseguenze negative sul tessuto economico e sociale.
Il primo obiettivo di una forza politica è quello di arrestare questa frantumazione di cui l' aumento dei fenomeni di micro e macro-criminalità costituiscono un ulteriore preoccupante indice.
Il Polo, pur avendo avuto un ampio mandato popolare di rappresentanza politica provinciale, non è riuscito ad elaborare un progetto ed un' azione che sapesse coniugare lo sviluppo del territorio ai valori della solidarietà.
E' necessario un cambiamento di rappresentanza che sappia utilizzare le nuove opportunità, che si profilano per l' azione della Regione Lazio. In particolare quelle indirizzate su alcune infrastrutture.
Innanzitutto quelle tese a dare stabilità alla bonifica, lungo le tre fasce, collinare, piana e costa, come già delineate al convegno tenuto nel novembre '97 a Sezze. La costituzione di un' autority di bacino, che riunisca le competenze , ci appare una buona soluzione operativa. La stabilità della bonifica è premessa per progettare un ruolo dinamico della zona-cerniera di quel territorio che va da latina a Terracina, passando per i monti Lepini.
E poi quelle mirate a evitare l' isolamento delle comunicazioni. I finanziamenti per i raccordi trasversali con l' autostrada e Frosinone,
la pedemontana di Formia, il piano porti e la nuova funzione del tratto ferroviario Roma-Napoli creano condizioni inedite per l' intero territorio, in grado di invertire il processo di assorbimento nelle aree metropolitane.
Queste opportunità possono trasformarsi in sviluppo solo attraverso un' accorta politica locale che sappia fare scelte mirate per
-dotare il territorio di infrastrutture interne e di servizi a supporto dell' agricoltura, dell' imprenditoria artigianale, dei nuclei industriali esistenti;
-dare finalmente forza propulsiva al turismo.
Per i Democratici di Sinistra le priorità necessarie sono :
a) costituzione di un asse che colleghi il porto commerciale di Gaeta con il Mof di Fondi e con il centro intermodale di Latina-scalo;
b) ricostituzione di un nuovo paesaggio degli spazi aperti, attraverso il piano di coordinamento territoriale ove venga ricollocata la zona agricola ed inserite le attività produttive; ricostituzione di un paesaggio urbano a partire dalla nuova legislazione urbanistica dei piani di recupero, tesa a dare una riqualificazione alle città.
c) razionalizzazione delle vie di comunicazioni interne, salvaguardandone le specificità archeologiche ed ambientali;
d) Creazione dei distretti agro-alimentari e turistico-ambientali, per promuovere le specificità territoriali attraverso la costituzione di filiere che colleghino la risorsa alla sua commercializzazione; collegamento dei nuovi servizi alle realtà produttive consolidate della provincia.
e) un diverso ruolo delle banche, imperniato sulla valutazione ed il sostegno dei progetti fattibili;
f) un' espansione dell' istruzione, della formazione e della ricerca in rapporto alle emergenze dello sviluppo. In questo contesto è necessario dare concretezza operativa al PALMER, che, dopo un' iniziale ruolo propulsivo, rischia di sfuggire all' attenzione dell' imprenditoria locale.
Per la formazione universitaria riteniamo necessario agire su terreni concreti, realistici e fattibili
-trasferimento di proprietà di aree edificabili all' università;
-creazione di servizi universitari;
-collegamenti dei diplomi di laurea al polo chimico-farmaceutico ed alle altre realtà economiche consolidate;
-dare rappresentatività al CUP attraverso un nuovo rapporto con i Comuni
Il percorso dell' Università deve essere ancora progettato. Assumiamo l' impegno a riunire attorno allo stesso tavolo le istanze nazionali, regionali e provinciali.
g) un' azione immediata nei confronti dell' occupazione che abbia i suoi cardini
- negli accordi sindacati-governo, che hanno dato luogo alle recenti misure governative per i lavori socialmente utili;
- nella chiusura dell' istruttoria e selezione dei progetti inseriti nei patti territoriali, privilegiando quelli che incrementino l' occupazione e la qualità urbanistica
- nella costituzione di consorzi d' impresa che aiutino l' impresa locale nella competizione per l' aggiudicazione degli appalti per i lavori pubblici
- nell' avvio di società non-profit affinchè possano essere protagoniste della gestione della riorganizzazione del welfare-state.
Per affrontare tale impegno è necessario ed urgente modificare la rappresentanza politica provinciale. L' esperienze e le prove di efficienza che gli amministratori dei Democratici di sinistra insieme all' Ulivo ed al centro-sinistra hanno svolto nelle comunità locali sono tali da prefigurare una nuova classe dirigente, che sappia rendere protagonisti i soggetti sociali e imprenditoriali nella costruzione di una programmazione dal basso e consolidare la nuova identità culturale della provincia, faticosamente conquistata dopo decenni di divisione etnica e ideologica.
Un deciso e comune senso di appartenenza è la premessa per realizzare quel decentramento di funzioni, risorse e personale che appare indispensabile ed indifferibile per avvicinare il cittadino alle istituzioni.
I giovani, i disoccupati, i lavoratori precari hanno l' esigenza di riconoscere nuovi punti di riferimento di rappresentanza politica. La delusione offerta dal Polo, come classe dirigente provinciale, ha aumentato il rischio di una sfiducia nelle istituzioni, di un rifiuto della politica come elemento capace di risolvere i problemi. Se alla crisi economica e sociale si accompagnasse anche una crisi politica, giungeremmo ad un collasso d' identità culturale che renderebbe impossibile qualsiasi programma ed azione amministrativa. Sarebbe la premessa per la chiusura per fallimento della Provincia di Latina.
E' nostro compito, insieme all' Ulivo, al centro-sinistra, tentare di evitarla.