ParvapoliS ha incontrato il presidente della Coldiretti Gianni Cosmi

A tutta agricoltura

La nostra provincia sta attaversando un buon periodo. Con qualche riserva, qualche precisazione ed un'unica grande ambizione...

Un resoconto dettagliato, riguardante il settore agricolo della provincia di Latina, ha portato a conoscenza risultati interessanti per quanto riguarda il 1997. Infatti, pare che, per certi versi, l'agricoltura della provincia di Latina abbia avuto un'annata con alti e bassi a seconda delle colture. Tutto, però, lascia presagire un miglioramento ed una crescita generalizzata se la base di partenza resterà l'agricoltura come fonte economica principe e non secondaria.
"L'agricoltura a Latina è forte anche se vive con un certo disagio. A prescindere dai problemi avuti dagli allevatori della nostra provincia, il problema è molto più generale e riguarda un po' tutto il settore. E' l'agricoltura tutta che soffre di soprusi ingiustificati, di disattenzione e di scarsa qualificazione. Su questo le associazioni di categoria, gli agricoltori ed il Governo stesso devono puntare" sostiene Gianni Cosmi presidente della COLDIRETTI. Le speranze, pero', sono molte e concrete ed il presidente della COLDIRETTI tiene a sottolinearle : "noi del settore ci stiamo attrezzando per cercare di far conoscere il settore per quello che è, cioé parte integrante dell'economia, e stiamo cercando di sottolineare la sua importanza a livello nazionale, internazionale, ma anche individuale. L'Italia tutta deve poter contare su questo settore ed allo stesso tempo deve volerlo fare. Sembra che le cose, fortunatamente, stiano evolvendo in questa maniera. Proprio lo scorso 19 dicembre, a conclusione di un anno all'insegna delle proteste, il Presidente del Consiglio Romano Prodi sembra abbia riferito un parere favorevole sul settore ed abbia espresso il desiderio di posizionare l'agricoltura al centro dell'economia italiana, perchè sembra essersi, finalmente, reso conto che si tratta di un settore realmente in grado di fare bene e di portare in alto il nome dell'Italia. Questo è il solo modo per far decollare l'agricoltura, concedergli la stessa dignità degli altri settori e porla come centro dell'obiettivo di integrazione europea, ma mantenendo caratteristiche e qualità". Le aspettative del Presidente Cosmi sono più ottimiste delle stese speranze : "Se riuscissimo a partire realmente dalle promesse di Prodi e se riuscissimo ad identificare il settore agricolo al centro dello sviluppo nazionale si avrebbe un miglioramento evidente in poco tempo. Questa conseguenza farebbe risalire ai livelli più alti l'agricoltura pontina, che, nonostante le difficoltà, è già considerata una delle migliori. Proprio nella nostra provincia si deve cominciare ad operare partendo dalla qualificazione dei tre campi d'azione naturali che il territorio ci consente di utilizzare : ambiente, turismo ed agricoltura. Abbiamo tutto per farlo, paesaggi differenziati in brevi distanze, clima ottimo e terra fertilissima. Bisogna guardare avanti cercando di non fare gli stessi errori del passato".
Il resoconto dettagliato del settore effettivamente porta alla luce interessanti fattori e lascia ben sperare per il futuro. "Abbiamo vari settori che quest'anno hanno saputo farsi strada e qualche altro che ha dovuto pagare lo scotto dei passati anni e del clima un po' instabile dell'anno passato. I cereali nella nostra zona vengono coltivati solo per permettere la rotazione all'interno delle aziende e per ricavarne paglia per il bestiame. E' utile per l'integrazione aziendale. Le barbabietole quest'anno non sono andate molto bene anche se la provincia di Latina è una delle maggiori produttrici. La causa è da ricercare nella presenza di funghi che hanno portato il prodotto a marcire anticipatamente. Per la viticoltura è stato un anno eccezionale. Abbiamo avuto un calo in termini di quantità, ma un miglioramento in termini di qualità. Si tratta di un'annata storica dopo la II guerra mondiale. Questo evento eccezionale ha avuto anche una rispondenza di prezzo. Per il kiwi, per il quale la zona di Latina è la migliore produttrice e proprio qui si produce il 50% della produzione, l'annata è stata di gran lunga superiore agli anni precedenti. La quantità non è stata abbondante, ma i prezzi si aggirano attorno alle 1000/1100 lire. Gli ortaggi sono andati non molto bene a causa della stagione eccessivamente calda che ha portato qualche difficoltà alle coltivazioni. Il latte ha avuto una diminuzione di prezzo di circa £50. Questo ha reso i produttori più vivaci ed irrequieti e, soprattutto, speranzosi che il prezzo si adegui sempre più al costo della produzione. Per le olive non è stata un'annata molto favorevole, la quantità è stata decisamente poco abbondante". Gli interventi da fare secondo Gianni Cosmi sono ancora molti e richiedono interesse ed attenzione, oltre all'oculatezza necessaria in occasioni come queste. "Abbiamo bisogno di molte cose, - sottolinea Cosmi - è necessario ottenere un piano vinicolo serio, cercando di non legare la nostra realtà ai quantitativi stranieri, ma tenendo conto della tradizione italiana, più competitiva e qualitativamente migliore di altre. E' necessario allargare i confini del DOC Castelli Romani perché si tratterebbe di accorpare prodotti provenienti da terre con uguali tipologie e prodotti con gli stessi metodi, inoltre, le uve di queste zone in via non ufficiale e non risaputa finiscono già nel DOC Castelli Romani. Bisogna qualificare meglio il nostro fior di latte che è unico. Si tratta di sottolineare qualità e caratteristiche tipicamente pontine ed ha, per questo, bisogno del riconoscimento DOP. Ha caratteristiche, quali 60% di latte fresco locale utilizzato, latte alimentato in zona e mungitura entro 24 ore, uniche ed irripetibili in altre zone. Bisogna poter contraddistinguere il nostro Kiwi che è una delle realtà più forti in zona. L'ortofrutta deve essere valorizzata. Sezze e la Piana di Fondi hanno prodotti, come il carciofo romano, con caratteristiche e sapori unici, riconosciuti da tutti, ma non sulla carta. Bisogna riconoscerli e renderli unici. Tutto ciò è possibile solo qualificando i nostri prodotti e differenziandoli dagli altri". I cambiamenti necessari, però, secondo Gianni Cosmi non riguardano esclusivamente il settore agricolo, ma anche l'industria alimentare.
"L'agricoltura deve essere portata avanti di pari passo con l'industria agroalimentare, lavorare insieme, integrarsi, senza conflitti e concorrenze inutili ed ingiustificate. La realtà di quest'anno appena aperto sarà, fortunatamente, la concorrenza sulla qualità e non sulla quantità". Da parte del Governo sembrano arrivare i primi segnali di una chiara ripresa. "Inizia ad esserci un'attenzione necessaria verso il settore da parte del Governo, che si è reso conto dell'importanza e della necessità dell'agricoltura e si è finalmente, reso conto di non poter accontentare i COBAS che non vogliono rispettare le leggi. Il Governo deve far rispettare le leggi europee a tutti i costi e cercare di conseguenza di fare meglio in campo nazionale". La conclusione dell'anno si avrà verso la fine di marzo con le trattative per i prezzi. "A fine marzo termineranno le trattative per il prezzo del latte. La probabilità di un aumento del prezzo è quasi divenuta certezza, per le difficoltà riscontrate in questi mesi dal settore, per cercare di far decollare il fior di latte e perché indubbiamente è di grande qualità. Il latte italiano è, infatti, molto più appetibile di quello tedesco e per questo deve essere qualificato e differenziato".
La conclusione del Presidente della COLDIRETTI è chiara e per nulla retorica, ma è piena di speranze, promesse e buone intenzioni : "L'annata è andata meglio per alcuni e peggio per altri, l'importante è lavorare al meglio, al massimo delle proprie possibilità e senza ostacoli. Per questo motivo volgiamo assumerci i nostri doveri, volgiamo poter svolgere al meglio il nostro lavoro, ma volgiamo anche i nostri diritti acquisiti. Sono finiti i tempi dei soprusi. Questo è un settore serio e fondamentale e come tale deve essere trattato e curato".