Latina. Un nuovo intervento di Pedrizzi sul pianeta carceri

Un vergognoso immobilismo

Urge una nuova casa circondariale per sopperire alle carenze di via Aspromonte

Riccardo Pedrizzi "Se lo denunciano persino esponenti della maggioranza, vuol proprio dire che l'immobilismo del Governo sulla grave situazione nella quale versa il pianeta carceri è a dir poco scandaloso". Lo sostiene il senator Riccardo Pedrizzi (AN) sottolineando come non vi sia stata alcuna risposta, da parte dell'esecutivo, ad una sua interrogazione presentata alla fine dello scorso anno, nella quale si chiedevano "provvedimenti immediati per far fronte al problema carceri nella provincia di Latina in particolare e nella regione Lazio in generale".
"Le carceri stanno esplodendo" - afferma Pedrizzi - "e il governo non sta facendo nulla. Ma io no mi rassegno e torno a ribadire le richieste contenute nell'interrogazione presentata nel dicembre scorso al presidente del Consiglio ed al Ministro Flick, riguardo alle case circondariali e ai penitenziari della Provincia di Latina: incrementare ed adeguare la pianta organica secondo le unità previste e le esigenze sempre più impellenti sia dei detenuti che dei vari operatori dell'amministrazione; provvedere alla costruzione di una nuova casa circondariale a Latina con una capienza di almeno 250 soggetti, da ubicarsi al di fuori del centro cittadino e, contemporaneamente, porre mano ad una adeguata ristrutturazione del penitenziario esistente al fine di destinare in esso la sola sezione femminile, con tutte le esigenze del caso".
"Prodi e Flick vengano a visitare il carcere del capoluogo pontino" - afferma ancora l'espontente di AN - "così si renderanno conto di come la situazione sia esplosiva: la sezione maschile ha una capienza ottimale di 53 unità che elevata in termini di capienza massima puo' accettare straordinariamente 106 unità, sono invece presenti in media ben 120 detenuti (in pratica in una cella per 3 persone vi sono costretti 7 detenuti); la sezione femminile presenta gravi problemi di gestione e di controllo, stante la permanente carenza di personale in organico. Insomma - conclude Pedrizzi - se il governo c'è batta un colpo: la soluzione di problemi gravi come questi non è più rimandabile".