Entro due anni Roma "area metropolitana": cosa cambierà?

"...così Latina crescerà"

Stefano Zappalà: "La città acquisterà maggiore importanza"


Novità all'orizzonte nell'assetto territoriale della regione Lazio. E' stata recentemente approvata una proposta legislativa per cui dodici grandi centri urbani nazionali (tra cui Roma, Napoli, Palermo, Catania, Bologna, Milano, Torino, Genova, Venezia...) verranno costituiti area metropolitana. In termini burocratici, cio' significherà nuove modalità nella gestione di queste grandi città, che andranno a costituire un "nucleo" amministrativo a sé, mentre dal punto di vista geografico le province potranno vedere profondamente mutati i loro confini territoriali. Tra meno di due anni, in seguito all'approvazione della proposta discussa dalla Regione il dicembre scorso, l'innovazione legislativa vedrà coinvolta la Capitale, per la quale si ipotizza la creazione di un "governatore" ed una serie di veri e propri "sindaci di quartiere".
Quali, dunque, le ricadute per la nostra provincia ? Abbiamo rivolto la domanda a Stefano Zappalà, consigliere regionale di Forza Italia. "Mettere a punto l'area metropolitana di Roma comporterà per il Lazio un nuovo assetto globale, innanzitutto riguardo la dimensione geografica" esordisce il consigliere. "Se Roma area metropolitana dovesse comprendere anche una parte della provincia romana le attuali province della regione assumerebbero un assetto diverso ; vi potrebbero essere cioè travasi di comuni da una provincia ad un'altra, con tutto cio' che ne consegue. Per esempio, nella legge sul nuovo assetto del regime delle acque Anzio, Nettuno ed altri comuni si trovano già nel bacino idrico ottimale della provincia di Latina". Il che non escluderebbe un'eventuale immissione degli stessi nella provincia pontina. Lo stesso dicasi per alcuni comuni del frosinate e del basso Lazio, che, come molti altri della bassa regione di Roma, le sono vicini per alcuni aspetti. "In Regione abbiamo già cominciato ad affrontare questo tema, nell'ambito della legge n°4 del 1997, relativamente alla discussione sulle deleghe agli enti locali. Non abbiamo trovato ancora una soluzione adeguata riguardo le dimensioni - se, cioé, l'area metropolitana di Roma debba essere all'interno del Raccordo Anulare o all'esterno e se debba comprendere una parte o tutta la provincia di Roma - ma questo discorso è stato rinviato e sarà ripreso tra breve, in termini legislativi naturalmente". Ancora più notevoli i riflessi economici, conseguenza di un nuovo assetto anche commerciale che vedrà Roma da una parte ed il resto del Lazio dall'altra. "I flussi economici e fatti amministrativi riguarderanno solo Roma e non più all'intera regione - continua Zappalà - ; la restante parte del Lazio, quindi, dovrà cominciare a ragionare in maniera diversa o comunque non subirà più l'arrivo di cio' che "avanza" dopo che Roma è stata soddisfatto, ma ci saranno due canali diversi : uno il canale romano ed uno il canale del resto della regione. In questa eventualità, che tra l'altro non è molto lontana nel tempo, fra un anno o due, potrà significare per Latina nuova valenza in termini di importanza geografica ed economica. Questo mi fa dire, nella consapevolezza di quello che sarà, che i prossimi quattro anni per la gestione amministrativa di Latina non potranno essere dedicati soltanto ad una gestione ordinaria della città o ad una visione di sviluppo interno, ma il lavoro dell'amministrazione dovrà svolgersi proprio in quest'ottica, guardando lontano nel tempo, ai prossimi venti, trent'anni, in maniera che il nostro operato non sia fine a se stesso ma parte di una programmazione più ampia. Faccio un esempio: lo studio del nuovo piano regolatore, che in questo momento è ancora molto all'inizio, secondo me non deve essere finalizzato solo a Latina nuovo assetto urbano, ma a Latina centro di importanti sviluppi viari, industriali, economici, commerciali e turistici. Stiamo per discutere il nuovo piano regolatore del commercio, il quale dovrà tenere conto che Latina è la seconda città del Lazio dopo Roma ; stiamo per concludere la nuova legge sul piano di smaltimento dei rifiuti ed anche questa andrà vista nell'ambito di un'ottica regionale e non piè nell'ambito di un singolo fatto che puo' riguardare la nostra città o la nostra provincia. Dobbiamo vedere Latina secondo la realizzazione degli assi vari di collegamento trasversali con Frosinone o comunque con l'autostrada del Sole. Dobbiamo vedere Latina che grazie al nodo intemodale assurgerà a baricentro di smistamento merci molto ampio. Dobbiamo anche vedere Latina e la sua provincia oggetto di interesse per la Comunità Europea : abbiamo già deliberato in Consiglio Regionale e lo abbiamo chiesto alla Comunità Europea che sia inserita nell'ambito dell'Obiettivo 1, cioè delle zone a declino economico. Questo significherà avere a Latina delle agevolazioni di natura economica che potrebbero attirare, nuovamente e finalmente, gli interessi per la media e grande industria".
Anche i Patti Territoriali dovranno fare la loro parte, premendo soprattutto, si augura il consigliere, sugli investimenti in strutture ricettive turistiche, visto che il recupero della città in questo senso subisce ancora poche sollecitazioni. "La legge 20 sul turismo (sui contributi per le strutture alberghiere nell'ambito del Giubileo) dovrebbe dare stimoli per creare una forte recettività turistica. In realtà questo è avvenuto parzialmente, poich´ sono state fatte più che altro richieste di finanziamenti per ampliare strutture già esistenti. Fino adesso non abbiamo sviluppato il turismo, anzi lo abbiamo depauperato. Dobbiamo pensare, esaminando l'evoluzione della società moderna, di realizzare a Latina cose che potranno attirare interessi commerciali, turistici ed economici in genere sulla nostra zona, cosa che fino ad oggi non c'è stata".