Il Sole24Ore la declassa, eppure Latina continua ad attrarre
"Sana e bella vita di provincia"
Quello che le statistiche non riescono o non vogliono dire Novantatreiesimi. Questo lo sconfortante piazzamento raggiunto dalla nostra provincia nell'annuale Dossier de Il Sole 24 ore. Eppure solo un anno prima Latina aveva fatto una buona performance, recuperando undici posizioni (79°) rispetto al 1995. A Bassiano il primo "dark-gothic festival" italiano "Una nota nel buio" Quando è il piccolo centro a far tendenza Tra tanti numeri e tabelle, impietosi nei loro giudizi finali, di sicuro le statistiche lasciano poco spazio agli eventi cosiddetti mondani che richiamano invece un pubblico d'élite e che negli ultimi anni sembrano aver snobbato proprio la grande città, preferendo le località di provincia.
Scorrendo i dati relativi ai singoli indicatori di cui si avvale l'indagine (tenore di vita, affari e lavoro, servizi e ambiente, ordine pubblico, demografia e tempo libero) le conclusioni che si possono trarre non sono infatti delle più incoraggianti: i pontini hanno dichiarato in media l'anno scorso poco più di 18 milioni a testa, meno quindi di Salerno ed Avellino; mentre ciascuno di loro deposita in banca non più di dieci milioni. Nel complesso, l'indice relativo alla qualità della vita colloca Latina all'80° posto accanto a province come Brindisi e Cosenza.
Va peggio per quanto riguarda i servizi delle P.A.(97°) se è vero che in media ci vogliono quaranta giorni per liquidare una pensione mentre uno dei pochi dati positivi viene dal settore affari e lavoro, da cui emerge un certo dinamismo imprenditoriale, anche se in presenza di un forte tasso di disoccupazione, soprattutto giovanile (37,7%). A pesare comunque sul risultato finale, oltre alle cattive notizie in materia di ordine pubblico, è la voce tempo libero, da cui si evince che i pontini spendono poco per le attività extralavorative (sport, cinema, teatro, ecc.) soprattutto rispetto ai bolognesi, i più gioviali d'Italia.
Il sindaco di Latina, Ajmone Finestra, difronte a questi dati non si è scomposto più di tanto ed ha preferito prendersela con i criteri statistici prescelti che, essendo riferiti all'intera provincia, finirebbero per accomunare il dato di Latina a quello di molti comuni del Sud pontino che non godono di un'ottima performance. A dire il vero, qualche critica al Sole 24 ore va pur mossa; ma non tanto sul piano della ripartizione geografica quanto su quello dei dati raccolti, che sembrano un po' pochini. Per fare un esempio, nel 1996 la provincia di Lodi si era piazzata addirittura all'83° posto in classifica per risalire, a distanza di un anno, al più realistico 51° posto, e molto di questo lo si deve all'allargamento dei dati disponibili da 21 a 30.
Quello che invece sembra fuor di dubbio è il trend demografico in provincia di Latina, che si colloca nella fascia alta della classifica grazie alla bassa mortalità e al positivo movimento migratorio.
Quest'ultimo dato fa particolarmente riflettere e ci allontana per un po' da quell'immagine di provincia emerginata e meridionalizzata che l'indagine de Il Sole 24 vorrebbe accreditarci. Un trend che a sessant'anni dalla grande bonifica non si è mai arrestato e sembra anzi aver preso nuovo vigore proprio in concomitanza (e in conseguenza) della fuga dalla grande città.
Così tra il 1991 (anno dell'ultimo Censimento) e il 1993 hanno lasciato Roma quasi centomila persone, stanche del traffico e del caos metropolitano, per prendere residenza sui Colli Albani o sul litorale di Ostia mentre i numeri, stavolta del 31° Rapporto Censis sulla situazione sociale del paese, parlano di un incremento demografico, tra il 1991 e il 1996, del più 4% nelle micro-città (tra i 10 mila e i 50 mila abitanti) a fronte di un calo nelle macro-città (con più di 250 mila abitanti) del 3,7%.
Dopo anni di strapotere, la grande città deve cedere alla provincia la scettro della vivibilità e in molti casi anche quello delle nuove tendenze: non è raro assistere alla proiezione di un'anteprima in un piccolo cinema fuori porta e molte mostre e concerti d'eccezione si tengono proprio in località insospettabili che non hanno mancato di esercitare il loro richiamo su stuoli di intellettuali. La provincia di Latina s'inserisce in questa cornice che non è fatta solo di aridi numeri ma anche di altri indicatori, meno statistici e più socio-culturali, che testimoniano la vitalità di quest'area del paese.
E' accaduto per il film di Pupi Avati "Testimone dello sposo", che rappresenterà l'Italia nella corsa all'Oscar e la cui unica proiezione è avvenuta in un piccolo cinema di Palma di Trevignano, sul lago di Bracciano. E mentre Ferrara si appresta ad ospitare il prossimo 15 febbraio le tele di Camille Pissarro al Palazzo dei Diamanti, dalle nostre parti l'estate scorsa un'insolito evento musicale ha avuto per protagonista la collina attorno a Bassiano: "The Ascention of the Gods" ovvero il primo festival italiano di musica dark e gotica che lo scorso 11 e 12 Luglio ha radunato qualche migliaio di aficionados un po' da tutta Italia, e non solo.
Quindici le band accreditate, provenienti da diversi paesi europei, tra cui gli italianissimi Catfud, Mind Drop e Avangarde, riuniti dalla UTBR Promotions (Under The Black Rose), un'associazione di Latina senza fini di lucro, formata da un gruppo di appassionati di musica dark.
Questo genere musicale, nato in Inghilterra sul finire degli anni settanta in opposizione al punk, più duro e contestatorio, è meglio conosciuto grazie al più famoso dei suoi gruppi, i Cure e al leader, robert Smith.
"Inizialmente l'idea era quella di pubblicare una fanzine, grazie ai contatti avuti con delle band europee che avevamo seguito in tournée". Afferma Giuseppe Abbenda, uno degli organizzatori della manifestazione. "Un gruppo che ci andava a genio erano i Rosetta Stone e attraverso loro abbiamo avviato contatti con altre band. Alla sua settima uscita la fanzine, che sino ad allora veniva stampata e distribuita in maniera approssimativa, è diventata un prodotto maturo con una redazione ed un ottimo grafico che nell'occasione ha anche curato la locandina e i manifesti del concerto".
La UTBR Promotions ha già richiamato l'attenzione di riviste specializzate e di alcune case discografiche mentre alle piccole date sono seguite le feste organizzate presso alcuni club ed una prova generale all'Underground di Latina, con un concerto a cui hanno partecipato tre gruppi.
Dopo" - continua Abbenda - "ci è venuta l'idea del festival qui a Bassiano, perché nella zona si trovano molte abbazie cistercensi, l'ambientazione giusta per un evento del genere". Il successo è testimoniato dal fatto che tre quarti dei gruppi partecipanti erano gli stessi presenti ad un omonimo festival londinese che richiama però un numero dieci volte superiore di pubblico. Le prenotazioni, via Internet, sono arrivate persino dall'Australia e dal Messico, mentre due ragazzi belgi che negli stessi giorni avevano un concerto vicino Gand, hanno preferito venire a Bassiano.